Il figlio di uno chef lavora come cuoco nella cucina del padre, e ne viene schiacciato. Un corto girato in notturna dentro uno spazio minimo, selezionato al Barcelona Film Festival. Ho lavorato come operatore di ripresa.
- RIPRESE IN NOTTURNA IN SPAZIO RIDOTTO
- SELEZIONATO AL BARCELONA FILM FESTIVAL
- MIGLIOR REGIA AL CINEMINO NOISE
Il progetto
Cemento racconta un figlio che lavora come cuoco nella cucina di suo padre, chef. È una storia di pressione: il peso di un padre che spinge al massimo e un figlio che si lascia consumare da quell'aspettativa, in un mestiere dove non c'è spazio per fermarsi. La cucina non è uno sfondo, è il meccanismo che stritola il protagonista, e il film resta chiuso lì dentro insieme a lui. Il corto è prodotto da Davide Sozzi e Julian Moccia, che ne firmano anche la coregia.
Come ho lavorato
Ho lavorato come operatore di ripresa, su una lavorazione che metteva insieme tre vincoli tutti insieme: si girava di notte, in uno spazio ridotto, con tempi stretti. Una cucina vera lascia pochissimo margine di manovra: non ci si allontana dal soggetto quanto servirebbe, non si nasconde l'attrezzatura dove si vorrebbe, e ogni movimento di macchina va calcolato al centimetro perché non c'è spazio per correggere in corsa. Le riprese chieste erano cinematiche e precise, quindi il lavoro è stato tutto sulla ripetibilità: trovare la posizione giusta e saperla ritrovare identica, presa dopo presa, senza rallentare una tabella di marcia già compressa. La notturna aggiungeva il resto. Con poca luce e poco spazio ogni scelta di macchina condiziona il reparto luci e viceversa, e il dialogo tra i due reparti diventa la cosa che tiene in piedi la giornata.
Output
Cortometraggio in circuitazione festivaliera, vincitore del premio per la miglior regia a NOISE, Milano.
Galleria — Cemento












