Quindici minuti girati tra El Bolson e Bariloche per raccontare l'Argentina di oggi a partire dai suoi incendi. Ho firmato la fotografia, il colore e la gestione dei dati di una troupe minima dall'altra parte del mondo.
- FOTOGRAFIA E COLOR IN PATAGONIA
- TROUPE MINIMA, BUDGET DA CROWDFUNDING
- 24 TB DI GIRATO IN TRIPLA COPIA
Il progetto
La Quema parte dagli incendi che ogni stagione attraversano la Patagonia per arrivare a raccontare la situazione sociale argentina di oggi. Non è un documentario sul fuoco: è un documentario sulle persone che dopo il fuoco restano, e su cosa significa ricostruire quando le istituzioni non arrivano. Abbiamo lavorato tra El Bolson e Bariloche, raccogliendo le voci di chi ha perso casa, terra e lavoro, con una attenzione particolare alle comunità mapuche del territorio. Il progetto nasce come tesi di laurea in NABA di Nicolas Eccles ed è stato finanziato tramite crowdfunding e risorse dirette di regia e produzione. Il taglio da quindici minuti è la versione scolastica: il materiale girato verrà rimontato in un lungometraggio nei prossimi mesi.
Come ho lavorato
Ho seguito il progetto come direttore della fotografia, curando poi anche il color grading e l'intera gestione dei dati. Girare a diecimila chilometri da casa con un budget ridotto significa decidere prima cosa si può portare e cosa no, e costruire un linguaggio visivo che regga con poca attrezzatura e molta luce naturale. La priorità è stata avere immagini che tenessero la scala del paesaggio patagonico senza mai perdere i volti. Il parco macchine è stato scelto come compromesso tra qualità d'immagine e maneggevolezza: Sigma fp, Sony FX3 e FX30, ottiche G Master per la resa pulita e un kit vintage sovietico cinemoddato per sporcare l'immagine dove serviva carattere. La parte più delicata non è stata tecnica ma umana. Chiedere alle famiglie mapuche di raccontare come avevano perso tutto richiedeva un avvicinamento lento e non intrusivo: abbiamo lavorato in punta di piedi, con set leggerissimi, lasciando che fossero loro a decidere tempi e distanza della camera. Sul fronte dati, il contesto in cui ci muovevamo rendeva la perdita del materiale un rischio concreto. Ho gestito un workflow di backup su tripla copia per circa 24 TB di girato, verificato ogni giorno sul campo prima di smontare il set. Nulla è andato perso.
Output
Documentario di quindici minuti, proiettato in NABA nella sua prima versione. Il rimontaggio in lungometraggio è in corso e il film entrerà nel circuito festivaliero a montaggio chiuso.
Galleria — La Quema





















