Un ragazzo va a trovare il fratello maggiore in una casa abbandonata, prova ad aiutarlo e se ne va piangendo. Tutto in piano sequenza, con undici stop di differenza tra interno ed esterno da tenere insieme.
- PIANO SEQUENZA CON 11 STOP DI ESCURSIONE
- TAGLI FANTASMA IDEATI SUL SET
- A7S III SU RONIN CON FUOCO IN REMOTO
Il progetto
Un ragazzo raggiunge il fratello maggiore, che vive nel disagio dentro una casa abbandonata. Prova ad aiutarlo, non ci riesce, e alla fine se ne va piangendo. Il film è costruito in piano sequenza: la macchina resta con i due fratelli per tutta la durata dell'incontro, senza concedere lo stacco che permetterebbe allo spettatore di prendere fiato. È una produzione realizzata nell'ambito di un corso NABA.
Come ho lavorato
Ho firmato la fotografia, e il problema principale era di esposizione. Tra l'interno della casa e l'esterno correvano undici stop di differenza. In un film montato non è un problema: si espone per l'interno, si stacca, si riespone per l'esterno. In piano sequenza invece la macchina attraversa quel salto senza interruzione, e qualunque scelta fissa avrebbe bruciato le finestre o chiuso gli interni nel nero. La soluzione l'ho costruita sul set: una serie di tagli fantasma, cioè punti del percorso in cui il quadro si chiude naturalmente su un elemento scuro e permette di intervenire senza che lo spettatore percepisca un'interruzione. Il piano sequenza resta tale all'occhio, ma internamente respira, e questo mi ha permesso di tenere la resa visiva al massimo senza compromessi sul settaggio camera. Il resto era gestione di un setup complesso in movimento continuo: Sony A7S III su gimbal Ronin, ottiche cine e trasmettitori per il controllo del fuoco a distanza. Un sistema con molti punti di rottura, che in un piano sequenza vanno tutti tenuti sotto controllo contemporaneamente perché non esiste il secondo ciak parziale: se salta qualcosa, salta l'intera ripresa.
Output
Cortometraggio in piano sequenza realizzato in ambito accademico.
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