Un killer rapisce una vittima invece di ucciderla, perché somiglia a sua madre. Un corto che parte come action sopra le righe e scivola nel ritratto psicologico. Ho lavorato come operatore di ripresa su un set volutamente leggero e mobile.
- DALL'ACTION AL RITRATTO PSICOLOGICO
- SET LEGGERO: SIGMA FP E FX3
- CAMERA CAR, MANO E OCTOPUS RIG
Il progetto
Vladi è un cortometraggio narrativo costruito su un ribaltamento di tono. Si apre come un action tamarro, con un killer che si diverte a fare il proprio mestiere, e cambia pelle nel momento in cui incontra Irene: una vittima che decide di non uccidere, perché gli ricorda sua madre. Da lì in avanti il film smette di essere un film d'azione e diventa il ritratto psicologico del protagonista, raccontato attraverso l'interazione tra i due. Il corto è una produzione di Leonardo Geraci e Matteo Daniele Sebastian, nata come progetto di laurea e destinata alla circuitazione nei festival.
Come ho lavorato
Sono entrato come operatore di ripresa. Il salto di registro tra la prima e la seconda metà del film chiedeva una macchina capace di cambiare passo senza cambiare linguaggio, e la scelta del parco macchine è andata in quella direzione: Sigma fp e Sony FX3 con Ninja, cioè due corpi piccoli e leggeri che permettono di passare da camera car a spalla a treppiede nella stessa giornata senza rimontare mezzo set. Per alcune sequenze abbiamo costruito un octopus rig, prendendo spunto dal sistema usato su The Creator e rielaborandolo per la nostra scala di produzione. È il tipo di soluzione che ha senso solo se la camera è leggera: ci ha dato movimenti che con un corpo tradizionale avrebbero richiesto attrezzatura fuori budget.
Output
Cortometraggio in fase di finalizzazione audio. A lavorazione chiusa entrerà nel circuito festivaliero.
Galleria — Vladi













